lunedì 21 febbraio 2022

Serie "Historic (Not) Prog Bands Live in Italy" - Capitolo 71 - Frank Zappa, Palermo, Stadio Comunale "la Favorita", 14 luglio 1982

 http://verso-la-stratosfera.blogspot.com/2021/10/serie-historic-not-prog-bands-live-in.html

 


TRACKLIST:
01 Mammy Anthem 
02 Band Intro 
03 Dancin' Fool 
04 RDNZL 
05 Advance Romance 
06 Joe's Garage 
07 Why Does It Hurt When I Pee? 
08 Doreen 
09 Goblin Girl 
10 Black Page 
11 Cocaine Decisions 
12 Nig Biz
13 King Kong 
14 Marqueson's Chicken
15 Sofa 


FORMAZIONE

Ed Mann - percussioni
Tommy Mars - tastiere
Robert Martin - tastiere, sassofono, voce e alphorn
Scott  Thunes - basso e voce
Steve Vai - chitarra
Chad Wackerman - batteria
Ray White - chitarra e voce
Frank Zappa - chitarra e voce
Special guest: Massimo Bassoli


Premessa by George

Da molto tempo avevamo trascurato la serie "Historic Prog - or not Prog - Bands Live in Italy" ed era giunto il momento di riprenderla. Ho molti contributi in sospeso che prima o poi troveranno spazio sulla Stratosfera. Quest'oggi voglio pubblicare questo celebre live del grande Frank Zappa, ricordato non solo per la musica ma anche per i disordini che accaddero nello stadio. Sempre pronti a distinguerci e a farci riconoscere. Il concerto dura meno di un'ora, anche perché venne interrotto. Il caos è ben documentato nella registrazione. Lascio ora la parola all'amico Gaetano Simarco, che mi ha inviato i file insieme alle copertine e alla recensione. Spendo due parole per quest'ultima, molto precisa e dettagliata, ricca di particolari che ci riportano al clima di allora. Complimenti Gaetano e grazie per questo bel regalo.


Recensione by Gaetano Simarco

Dopo l'esibizione al Palermo Pop '70 del virtuoso Tony Scott, pseudonimo di Anthony Joseph Sciacca,  tra i più grandi clarinettisti jazz di tutti i tempi, un altro figlio di emigranti siciliani calca le scene sul terreno dello Stadio La Favorita: Frank Zappa, siciliano di terza generazione, per la precisione di Partinico, personaggio incatalogabile, vero e proprio cappellaio matto del rock’n’roll, musicista capace di spaziare a tutto campo dal rock, alla musica classica, passando dal jazz alla musica demenziale. 
Siamo in piena estate del 1982 e dopo Danimarca, Svezia, Germania e Inghilterra, Zappa conclude il tour nel Vecchio continente (quello che poi darà vita all'album "The man of Utopia") con una lunghissima tournee nel nostro Paese.
Queste nel dettaglio le date italiane: 
2 luglio Torino (Stadio Comunale), 3 luglio Bolzano (Stadio Comunale), 4 luglio Bologna (Quartiere Fieristico), 5 luglio Genova (Stadio Marassi) 7 luglio Milano (Parco Redecesio), 8 luglio Pistoia (Stadio Comunale), 12 luglio Napoli (Stadio San Paolo), e dulcis in fundo il concerto del 14 luglio per l'appunto a Palermo dove il "Genio di Baltimora" concluderà il suo tour europeo allo Stadio La Favorita. 


La città e i palermitani, sovente bistrattati per ospitare kermesse di musica rock dopo le parapiglie del Festival del '72, possono finalmente condividere una occasione di tale portata che in Sicilia non si vedeva da tempo, accogliendo la musica e la genialità di una icona e mostro sacro del rock mondiale. 
Tre giorni prima del concerto la nazionale Italiana trionfò in Spagna conquistando il suo terzo Mondiale, e la città aveva festeggiato insieme al resto della penisola. E' comunque un brutto periodo: la mafia fa quello che vuole e il capoluogo si guadagna paragoni poco invidiabili. Si spara e si piange con strade sventrate da autobombe, vetrine infrante a colpi di mitra, cadaveri lanciati per strada. Dopo la sanguinosa strage della circonvallazione sarà sterminata metà della famiglia del pentito Buscetta, il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, il deputato Pio La Torre, le loro scorte, i loro familiari, agenti di polizia, militari dei carabinieri e pure altri mafiosi, in una mattanza che pare non finire mai. 
Palermo non è il posto migliore per organizzarvi un concerto, oltretutto i promotori dell'evento che hanno calendarizzato la serata non hanno fatto i conti della coincidenza con la tradizionale festa di Santa Rosalia. Il 14 luglio è consacrato alla Santuzza, e nessuno, neanche il genio musicale di Frank Zappa può distrarre i palermitani dalla devozione alla patrona. La scelta della data e quella logistica sinceramente è discutibile.


Fatto sta che l'afa cittadina prepara un amalgama perfetto tra sacro e profano e Palermo si divide in due: i devoti che si incamminano verso il luogo della processione dove impazzano i fuochi per celebrare la Santa, chi invece è in fibrillazione per il concerto dove si sprigiona l'adrenalina per l'ultima tappa europea di Zappa. Ad attendere la star americana, atterrata con i suoi pard sul prato dello stadio, in questo mercoledì sera da leoni, c'è una Palermo straripante di entusiasmo pronta al riscatto e quando iniziano le danze, il pubblico che si sente e affolla le gradinate, saluta con un boato. Il palco, con decisione discutibile, è allestito all'altezza del centrocampo. La resa visiva e acustica è disastrosa e la musica arriva quasi difettosa. Si aprono così le danze in modo promettente come un evento finalmente normale e speciale, proiettando gli astanti in una dimensione speciale, quella del grande rock con Frank chitarra e voce accompagnato da una band formidabile di cui facevano parte, fra gli altri, Ed Mann alle percussioni, Tommy Mars alle tastiere, Bobby Martin alle tastiere, sassofono, voce e alphorn (strumento musicale a fiato, di legno, a tubo conico lungo anche fino a quattro metri), Scott Thunes al basso e voce, un giovanissimo ventiduenne Steve Vai alla chitarra, Chad Wackerman alla batteria, Ray White alla chitarra e voce. 


I musicisti coinvolti iniziano a suonare, macinando quella impressionante miscela di jazz, rock, blues, fusion e cabaret che è l’indecifrabile marchio di fabbrica del musicista. C'è euforia e si respirava l'aria del grande evento finché dopo una succulenta mezz'ora di buona musica il concerto è già quasi tutto finito. Si crea il caos dopo che alcuni dei presenti decidono di scendere sul terreno per avvicinarsi al palco, seguiti poco dopo da altri in scia, invadendo il prato. Le forze dell'ordine intervengono prontamente e pesantemente e sul prato e sugli spalti iniziano a piovere lacrimogeni il tutto nell’incredulità della band sul palco, che inizialmente continua a suonare. La folla inferocita viene caricata dalla polizia. Si scatena il panico totale. Un candelotto finisce sul palco e sfiora i musicisti. La Band continua lo show nonostante le lacrime e i fumi. Dopo un pò, durante l'esecuzione di "Cocaine Decisions", Frank, conscio del difficile momento, urlando a viva voce, chiama al microfono l'amico e biografo Massimo Bassoli (amico, fotografo e biografo dello stesso Frank ed autore del brano "Tengo na minchia tanta") che prontamente rivolgendosi alla folla la esorta a rimanere tutti seduti e calmi. "Massimo, what is happening?".  "E' tutto a posto", cerca di rincuorarlo l'amico. Allo stadio sta succedendo l'impossibile.  Zappa ripete: “Easy, easy”, “state seduti, sit down” cercando di riportare calma tra il pubblico inferocito e le forze dell’ordine tra spari e lanci di pietre e lacrimogeni. 


La Band, nonostante le difficoltà, propone altri tre bani poi, sotto il fuoco incrociato, abbandona il palco, dopo l’ennesimo appello di Zappa alla tranquillità. Si decide di sospendere e abbandonare il palco così dopo neanche 40 minuti i musicisti rientrano negli spogliatoi. L'esibizione si è conclusa bruscamente a fronte degli aspri scontri che hanno funestato il concerto per i violenti diverbi tra pubblico e polizia, il classico corollario di imprevisti che caratterizzava più o meno quasi tutti i grandi concerti rock in Italia in quegli anni. Termina così, con il fuggi fuggi generale, l’attesissimo concerto di Frank Zappa a Palermo. Fu una concomitanza di eventi a determinarne il fallimento, la ricorrenza di Santa Rosalia e la tensione per le recenti stragi di mafia. L'episodio ebbe pesanti conseguenze sulla circuitazione a Palermo di grandi artisti e infatti, conclusa l'estate del 1982, per diversi anni lo stadio fu escluso da eventi musicali di grande richiamo. 


Un ottimo resoconto di quel concerto e della visita alla città natale dei suoi parenti lo troviamo nel bellissimo documentario di Salvo Cuccia "SUMMER 82 WHEN ZAPPA CAME TO SICILY", che racconta il suo di viaggio con il padre dalla città dove era militare, a Palermo per vedere il concerto della sua star nella terra natia. Film documentario commovente dove si inseriscono storia personale, storia dello sfortunato concerto e storia del ritorno nella città di Partinico degli eredi del genio nel 2012
"Seduti per favore!" è invece il documentario diretto dall'attore e regista statunitense Alex Winter dal titolo "Zappa". Il lungometraggio è online sulle principali piattaforme di video e film in streaming.
Buon ascolto



Post by George - Words & Music by Gaetano Simarco


 

Serie "Bootleg" n. 328 - The Trip - Caronte 50 Years Later Live - Veruno Prog Festival, 04.09.2021

 http://verso-la-stratosfera.blogspot.com/2022/02/serie-bootleg-n-328-trip-caronte-50.html


TRACKLIST:
01. Acheronte
02. Caronte I
03. Two Brothers
04. Little Janie
05. L'ultima ora e Ode a Jimi Hendrix
06. Caronte II
07. Una pietra colorata
08. Fantasia


FORMAZIONE

Pino Sinnone: batteria
Andrea Ranfa: voce
Carmine Capasso: chitarre, theremin, voce
Tony Alemanno: basso, cori
Dave D'Avino: Hammond, piano, cori
Special guest: Kri Sinnone (batteria nei brani 7 e 8)


Era il 1971 quando veniva pubblicato uno tra i dischi più rappresentativi del panorama progressive italiano. Titolo e copertina erano quanto mai eloquenti: un concept album dedicato alla leggendaria figura di Caronte, il traghettatore dell'Ade che trasportava le anima dei morti da una riva all'altra del fiume Acheronte. Gli autori erano i Trip, un quartetto di giovani musicisti ispirati da E.L.P., King Crimson  e da quella genia di grandi pionieri del prog britannico. Billy Gray alla chitarra, Arvid Andersen al basso, Joe Vescovi alle tastiere e Pini Sinnone alla batteria, erano allora tra gli eroi del nascente movimento prog nazionale. Nel 2021, 50 anni dopo, Pino Sinnone, l'unico membro superstite (in tutti i sensi, visto che gli altri tre sono passati a miglior vita, in periodi differenti) accompagnato da una schiera di ottimi musicisti, ha voluto omaggiare il vecchio "Caronte" con una nuova edizione, un po' rispolverata e ripulita. Nulla di esaltante, ovviamente: questi remake sanno sempre di operazioni nostalgia e commerciali e poi...detto tra noi, io preferisco sempre l'originale. In ogni caso il CD con "Caronte 50 Years Later" non può mancare nella vostra collezione. 


Nel mese di settembre dello scorso anno, a Veruno (in provincia di Novara). in occasione del "2 Days Prog Festival", alcuni vecchi leoni si sono esibiti davanti ad un pubblico entusiasta, giusto per rimembrare i bei tempi andati, quando i gruppi sapevano suonare dei veri strumenti e quando tutti noi avevamo qualche primavera in meno. Il nostro grande amico Gaetano Simarco, con il quale ogni tanto converso al telefono per gli scambi di materiale, mi ha inviato i file dell'esibizione live dei Trip. datata 4 settembre, in occasione della quale hanno presentato la versione live del nuovo "Caronte 50 anni". Ecco cosa scrive Gaetano, per meglio puntualizzare l'evento.

"La tredicesima edizione del Veruno Prog Rock Festival, manifestazione importante a livello italiano  e  mondiale per il progressive, tenutasi dal  3 al 5 settembre del 2021, ha proposto in cartellone, oltre alle Orme, Banco, Osanna, Metamorfosi, un altro dei gruppi storici del nostro panorama musicale, ovvero i The Trip  (con l'attuale formazione). Nel pomeriggio della seconda giornata la band si è presa la scena eseguendo integralmente il nuovo album "Caronte 50 Years Later" (da poco pubblicato), ovvero il rifacimento dell'iconico disco Caronte del 1971. Capeggiati dallo storico batterista Pino Sinnone, in perfetta sintonia con Andrea Ranfa (voce), Carmine Capasso (voce, chitarre, theremin), Tony Alemanno (basso e cori), Dave D'Avino (Hammond, piano, cori), e nei due brani conclusivi, come special guest, Kri Sinnone (figlio di Pino) alla batteria , hanno sciorinato una performance degna di note, prediligendo arrangiamenti con un sound più attuale senza rischiare di togliere la freschezza alle partiture originali, la struttura e la scaletta del disco".



La qualità della registrazione è molto buona, Ricordo che le performance del Veruno Prog Festival 2021 sono disponibili su Youtube. Vale la pena dare un'occhiata. Prima di concludere. vorrei ringraziare ancora Gaetano non solo per l'invio dei file e delle foto del concerto, ma anche per avere realizzato le copertine che danno un valore aggiunto al post. Abbiamo un nuovo creativo. Avanti così. E' tutto. 
Buon ascolto



Post by George - Music by Gaetano Simarco

 

venerdì 31 dicembre 2021

 
Che il 2022 sia un anno di svolta, con buone notizie e piacevoli eventi!


mercoledì 15 settembre 2021

http://verso-la-stratosfera.blogspot.com/2021/09/serie-bootleg-n-325-premiata-forneria.html#comment-form

Serie "Bootleg" n. 325 - Premiata Forneria Marconi, Piazza del Duomo, Prato, 01.09.2021

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST CD 1:
01 Preludio
02 L'infanzia di Maria
03 Il ritorno di Giuseppe
04 Il sogno di Maria
05 Maria nella bottega d'un falegname
06 Il testamento di Tito


TRACKLIST CD 2:

07 Impressioni di Settembre
08 River Of Life
09 Il Banchetto
10 La Carrozza di Hans
11 La Luna Nuova
12 Suonare Suonare
13 Quartiere 8
14 Patrick Djivas su Prokofiev
15 Dance Of The Knights
16 Mr 9 Till 5
17 E' Festa


FORMAZIONE

Franz Di Cioccio - voce e batteria
Patrick Djivas - basso
Marco Sfogli  - chitarre
Alessandro Scaglione - tastiere
Luca Zampini - chitarra e tastiere
Eugenio Mori - batteria
Alessandro Bonetti  - violino


Il tempismo in questo caso è fondamentale. Ho appena ricevuto i file di questo grande concerto da parte dell'amico e collaboratore Gaetano Simarco, ed eccoli qui, sulla Stratosfera, freschi freschi, da condividere con tutti gli amici che ci seguono fedelmente. La qualità della registrazione è ottima e sfiora il soundboard. La PFM ha suonato nella Piazza del Duomo di Prato, il 1° settembre scorso, in occasione del tour estivo 2021. Ringrazio altresì Gaetano per l'invio delle copertine (sempre graditissime).


Di seguito le informazioni ricevute dal nostro amico.
"In occasione del “Settembre: Prato è Spettacolo” e del cinquantennale dalla pubblicazione de “La Buona Novella”, la Premiata Forneria Marconi, durante il nuovo tour di questa caldissima estate 2021, rilegge dal vivo, completamente riarrangiati, i vangeli apocrifi di Faber. Cornice del concerto è la Piazza duomo della cittadina toscana. Il gruppo [Franz Di Cioccio (voce e batteria), Patrick Djivas(basso), Alessandro Bonetti (violino), Marco Sfogli (chitarra elettrica), Alessandro Scaglione (tastiere), Luca Zampini (chitarra e tastiere), Eugenio Mori (batteria e percussioni)], in gran spolvero, fornisce una straordinaria performance musicale, grazie alla professionalità dei singoli musicisti capaci di amalgamare e fondere l'estetica espressiva del progressive con le partiture di derivazioni classica in un'unica affascinante entità. La performance è articolata in due parti: una prima per tributare il dovuto omaggio al disco di Fabrizio De André, con parti musicali riarrangiate ed inedite, ed una seconda parte, nella quale vengono proposti i brani del vastissimo repertorio che hanno reso grande la Pfm"
Buon ascolto, cari amici


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Words & Music by Gaetano Simarco


 

 

martedì 6 luglio 2021

Alfio Antico

http://verso-la-stratosfera.blogspot.com/2021/07/alfio-antico-anima-ngignusa-2000-e.html 

 Alfio Antico: Anima 'ngignusa (2000) e Supra Mari (2002)

 

Premessa by George

Voglio scusarmi innanzitutto con gli amici della Stratosfera per la mia forzata assenza dal blog. Una brutta caduta accidentale da una scala, dall'altezza di oltre 2 metri sul nudo e crudo cemento, ha comportato la frattura di 7 costole (meno male che nell'emi costato destro ne ho ancora 5 buone), 4 alette vertebrali, un trauma polmonare, una lieve commozione cerebrale e qualche punto di sutura sul gomito destro. Insomma, una decina di giorni in ospedale e poi una convalescenza, da poco iniziata, che si concluderà verso fine luglio. A parte questo sto abbastanza bene (nonostante tutto un po' di umorismo mi è rimasto). Come mi dicono gli amici 'poteva sempre andare peggio'. Nel frattempo ringrazio l'amico Andrea che ha sopperito al vuoto venutosi a creare con un ottimo post/bootleg con protagonisti Rocchi, Zenobi, Tito Schpia ealtri ancora. Grazie anche a tutti coloro che mi sono stati vicini in questo periodo non propriamente felice. Ora che finalmente riesco a stare nuovamente seduto mi appresto a riprendere il lavoro sul nostro blog. E lo faccio pubblicando un duplice omaggio da parte di Gaetano Simarco, nostro fedele collaboratore, che tempo fa mi inviò i file dei primo due album di Alfio Antico, già componente dei Musicanova dal 1979 al 1981 con la trilogia "Brigante se more", "Quanno turnammo a nascere" e "Festa festa". Tutti e tre gli album sono qui, sulla Stratosfera. I due album in questione sono "Anima 'ngignusa" pubblicato nel 2000 dall'etichetta Onyx Jazz Club e "Supra mari" del 2003 per l'etichetta DiscMedi Blau. 
E ora passiamo alla musica e alla recensione di Gaetano. 

Alfio Antico Quartetto - 2000 - Anima 'ngignusa


TRACKLIST:

01. Viaggio
02. Occhi di ciumi
03. Frasturnatu - Pensa e ripenza
04. Barulè
05. Lettera d'amuri
06. Tarallesa-fava
07. Re bufè
08. Ventu e caristia
09. Desiderio essere nata
10. Anima 'ngignusa

Bonus track
11. Silenzio d'amuri (da "L'arpeggiata - La Tarantella: Antidotum tarantulae")


FORMAZIONE

Alfio Antico - voce, tamburi a cornice
Raffaele Brancati - sassofono, flauti
Paolo Sorge - chitarra
Amedeo Ronga - contrabbasso


Recensione by Gaetano Simarco

Introduco questi primi due album di Alfio Antico con una breve biografia dell'artista. Alfio Antico, erede autentico e diretto della tradizione musicale popolare, è un percussionista e cantante siciliano è ed universalmente riconosciuto tra i maggiori interpreti del tamburo a cornice e della tammorra. Cresciuto a contatto con la natura, si è arricchito dalle tante esperienze musicali e teatrali, dal balletto classico alla commedia dell'arte, divenendo quindi depositario di un sapere tradizionale, della cultura pastorale, che ha appreso con un rapporto diretto, e quindi non solo musicale. Fino a diciotto anni è vissuto a Lentini, suo paese natale in provincia di Siracusa, facendo il pastore fra le montagne dell'entroterra siciliana, respirando le favole, le storie, i miti della cultura contadina coltivando, nel contempo, l'interesse per la musica, in particolare per il tamburello, di cui costruì fin da piccolo numerosi esemplari, tendendo le pelli conciate delle pecore e lavorando il legno delle cornici.


Come ha più volte raccontato, a Firenze mentre suonava in Piazza della Signoria, viene notato da Eugenio Bennato. Siamo nel 1977 e da quell'incontro inizia il suo percorso artistico e musicale. Sarà in pianta stabile nei Musicanova incidendo con loro i primi album. Successivamente collabora con la compagnia di Peppe Barra, con Tullio De Piscopo, Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Fabrizio De André (nel 1990  suonerà il suo tamburo nel brano “Don Raffaè” e parteciperà all'album “Le nuvole), Roberto Carnevale, Renzo Arbore, Vinicio Capossela, Carmen Consoli. Partecipa anche come musicista e attore agli spettacoli teatrali di Giorgio Albertazzi, Ottavia Piccolo, Maurizio Scaparro, Jerome Savary e Roberto De Simone e con il coreografo Amedeo Amodio.  Nel 2006 compone la colonna sonora del film “Malavoglia” di Pasquale Scimeca e nel 2007 la sua potenza live trova cornice prestigiosa nel concerto registrato nella Cappella Paolina del Quirinale (“Antichi Ritmi e Nuovi Suoni dell'Italia Meridionale-I Concerti del Quirinale di Radio3”). 


Nel 2010 partecipa alla colonna sonora del cortometraggio "Il volo di Wim Wenders" (racconto dell'esperienza di Riace e del suo sindaco Domenico Lucano, interpretato da Luca Zingaretti e Ben Gazzara). Nel 2011 si fa riferimento a lui con la citazione nel film “Tous les soleils (Non ci posso credere)” di Philippe Claudel interpretato da Stefano Accorsi e Anouk Aimée. Accorsi canta, nel finale, il suo brano “Silenziu d’amuri”. Nel 2012 collabora con Sofia Mavrogenidou, cantante musicista greca, con la quale realizzerà "Apollo's Senses", con la partecipazione di Aristeidis Chatzistavrou (chitarra e liuto), ispirato alla sua vita e alla mitologia greca, utilizzando l'origine sciamanica del suo tamburo come collegamento tra passato e presente.  Le innumerevoli collaborazioni a progetti artistici e culturali di rilievo fanno di Alfio Antico un artista straordinario, poliedrico e innovatore, sia per le sue liriche originali sia per la tecnica strumentale (particolare utilizzo dell’attrito del dito sulla pelle per fare risuonare i sonagli, ancora oggi studiata e imitata). Parallelamente all'attività in studio Alfio prosegue nella sua attività dal vivo in occasione di alcune date-evento tra le quali vanno ricordate quelle del novembre del 2009 quando i suoi ritmi pastorali risuonano nella cattedrale di Aosta, in occasione del concerto di commemorazione del nono centenario della morte di Anselmo d'Aosta con una suite musicale accompagnata dai violoncelli di Giovanni Sollima e Monika Leskovar (nota di George: purtroppo questo concerto, pur essendo quasi dietro casa, me lo sono perso), quelle all'Auditorium Parco della Musica di Roma, alla Villa Reale di Monza, al Teatro Antico di Taormina e di Segesta, a Lorica, nella Sila Calabrese, la rassegna Il Folk dipinto di blu dedicata a Domenico Modugno, l’Omaggio a Rosa Balistreri a Catania, senza dimenticare la partecipazione nel ruolo di Dioniso il 19 settembre del 2018 allo spettacolo scritto e diretto da Marco Savatteri “Al passo coi templi. Il Risveglio degli Dei” nel suggestivo scenario della Valle dei Templi di Agrigento.


Anima 'ngignusa è la la prima incisione da solista, anche se accreditata come Alfio Antico Quartetto, registrato nella città di Matera nella Sala delle Arcate di Palazzo Lanfranchi è pubblicata nel marzo 2000, ottenendo  menzioni speciali al Premio Tenco. I testi, liriche originali dello stesso Alfio, per lo più in siciliano (tradotti per rendere più comprensibili alcuni dei vocaboli come si evince dal libretto interno al cd), ispirati alla tradizione popolare, trasmettono il senso dell’attaccamento alla natura, ai sentimenti, ai valori della famiglia, e quindi alla vita, che è proprio della gente del Sud. Un album dove le note scavano profondamente nelle radici in una tradizione arcaica. E' la celebrazione di uno spirito libero e indomabile, di un maestro delle culture musicali tramandate oralmente. Sotto le sue dita la pelle dei tamburi vibra e incendia, sussurra e racconta storie di una prodigiosa civiltà ritmica, in perfetta sintonia con i tre musicisti coinvolti nel progetto, ovvero Brancati, Sorge e Ronga che accompagnano con sax e flauti, chitarra e contrabbasso, strumenti che ben si sposano ai tamburi ed alla voce di Alfio perché anch’essi dotati di una grande fisicità sonora.


LINK Anima 'ngignusa (2000)
LINK booklet

Alfio Antico - 2001 - Supra Mari


TRACKLIST:

01. Supra Mari - 3:16
02. La Mé Badìa - 5:09
03. Viri A Me Stissu - 5:54
04. Se Ti Virissi - 2:36
05. Amuri Antico - 4:53
06. Dialicu D'Amuri - 7:29
07. Pitti Petti - 3:38
08. Dormi Stanchizza - 2:23
09. Cu Ti Lu Dissi - 4:09
10. Ma Guarda Guarda - 2:27
11. Fila Fila - 3:08
12. Palummedda - 1:56
13. La Foglia - 3:23
14. Traccia strumentale nascosta


FORMAZIONE

Alfio Antico - voce, tamburi
Amedeo Ronga  - contrabbasso
Sandro Pippa - ciaramella, bombarda e tamburi
Luigi Polsini  - chitarre medioevali, plettri (viella, lira, saz e ud)


Ascoltare "Supra Mari " è il modo più semplice per capire come è stato possibile mescolare due stili così differenti come la Musica Medioevale e l'Etnica Tradizionale in una perfetta combinazione impreziosita da bellissime melodie cantate in lingua siciliana. Alfio Antico ha saputo scavare profondamente nelle radici di quella sua "Madre Terra", così come nei suoi ricordi d'infanzia, incontrando la sensibilità artistica di Luigi Polsini (chitarre medioevali, plettri etc), Sandro Pippa (percussioni) e Amedeo Ronga(contrabasso)…menestrelli ed al tempo stesso moderni ricercatori di “Suoni”…


Poesia che evoca immagini, emozioni e suggestioni della sua terra nativa, che attinge alla tradizione per rigenerarsi e restituirsi al presente. La musica di Alfio Antico è diretta e immediata, nasce da una esigenza poetica, da una forte sensibilità evocativa, da una unica radice: la natura. Il tamburo e la voce di Alfio compiono il prodigio della nascita del suono, la pelle balla, canta, piange, ride, dialoga, ragiona, e la magia trapassa dal mito alla realtà. Gestualità, musica ed improvvisazione si mescolano in una umana necessità di cuore e di animo. Supra mari…suoni musicali che profumano di mare e di pascolo.
(da "Lentinionline")

E per finire ecco Alfio Antico immortalato con il nostro Gaetano Simarco. Grazie Gaetano per questo prezioso contributo. 


LINK Supra Mari (2002)

Post by George - Words & Music by Gaetano Simarco